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28 Ago

[E. Augusti] Uno degli aggettivi ultimamente più in voga tra le pagine di musica (e forse anche uno dei più abusati) è "caleidoscopico". Caleidoscopico, come l'effetto dinamico della combinazione di colori in forme previste e imprevedibili. Tutto in un tubo, e attorno a un centro sorgente. Ecco. Tetraktys è caleidoscopico. Un quartetto allineato e prismatico, quello dell'Electric Guitar Quartet. Si gioca di incontri e scontri. Un teatro di punti, linee e forme composte e scomposte, comunque riconoscibili e ricomponibili con l'eleganza e il senso più naturale dell'equilibrio. Fughe, canoni, e un contrappunto imbevuto di irregolarità plastiche. Tetraktys è un luogo ideale di voci caratterizzate, in un dialogo a quattro fortemente suggestivo. Paolo Sorge, Giancarlo Mazzù, Fabrizio Licciardello e Enrico Cassia. Una rappresentazione geometrica, la loro, a densità variabile. Dilata e contrae, senza rinunciare al controllo di uno spazio definito, che è loro e che ti cattura, magnetico. Splendido il quartetto debussyano. Panoramica la cantabilità dei temi di "Day of Miracles". Affascinante. 

 

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