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07 Feb

“Get the hell outta my fortress!”

Muoversi vorticosamene, senza mai iuscire a spostarsi. Ritrovarsi costantemente in scenari stagnanti, intrappolati in luoghi dal raffinato sapore noir, che non conducono ad alcuna via di fuga ma restano incastrati in un grottesco cul-de-sac.

Polanski. Irriverente, sopra le righe, come solo lui sa essere. Con toni da humour leggero alla Samuel Beckett, tesse un complicato intreccio di relazioni in cui bianco e nero, luce ed ombra, tutto e niente, certezze attese ed illusioni disattese si snodano tra le note di Krzysztof Komeda.

Il film è “Cul-de-Sac”, Roman Polanski, 1966.

 

 

[sel. M. Capozzi]

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