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Andrew Wyeth “Vento dal mare” (1947) Andrew Wyeth “Vento dal mare” (1947)
Sono uscita sull'uscio di casa e ci sono rimasta un po', a guardare in strada. Nessuno passa, ma non c'è silenzio. Si sentono degli uccelli che cantano e il ronzìo di una mosca in lontananza che lentamente cresce, probabilmente mi si avvicina anche se non la vedo. Poi nuovamente il ronzìo diminuisce, diminuisce, si fa lontano. Riprende ad aumentare, ancora. Starà volando in tondo, non lontano da me. Un gatto sul muretto di fronte arriva, fa un piccolo miagolìo e poi si stende lungo. Non c'è silenzio, semmai non ci sono suoni umani.
Qui fuori non c'è nulla di desolato, c'è tanto, anche senza di noi.
Sembra quasi che la Natura stia prendendo fiato, dopo tanta nostra pressione.
La quarantena ci colloca fuori dalla scena, un'occasione inedita per poter guardare il mondo levandoci gli occhiali dell'antropocentrismo. 
Ada Manfreda
 
 
 
 
 

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