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21 Set

KEKKO FORNARELLI KUBE Room of Mirrors

«I wrote this album as an autobiographical concept and, starting from some very simple questions about what I feel as a musician and as a man today: reflections, emotions, memories, simple thoughts. Inevitably, my music has had a visual approach, having found myself in the compulsion of imagining, visualizing, re-living such moments of life, moods or thoughts. Whether it is coherent or not, whether one can mirror oneself in it or not, “Room of Mirrors” is merely my confession to whoever will have the will or simply the curiosity of listening to it» (Kekko Fornarelli)

 

[E. Augusti] Una visione, una confessione. Nella stanza degli specchi l’uomo è nudo. In dosso solo l’immagine di un sé moltiplicato all’infinito attraverso il tempo e lo spazio. Room of Mirrors (Jazz Engine 2011) è il diario confesso di Kekko Fornarelli, con un booklet che funziona a guida all’ascolto. Caratterizzazioni mehldauiane per un pianismo riservato e schietto che alterna al lirismo degli ampi fraseggi la contrazione spasmodica degli incisi. Il missaggio è poco sensibile. Tutto è troppo presente. Ne risente la godibilità dell’interplay, anche nelle ballad, e dell’ascolto. “Room of Mirrors” è un’intro preziosa. Assieme a “Dream and Compromise” resta la punta di diamante dell’intimismo di Fornarelli, votato a un’autenticità che rompe e si lascia corrompere dall’indole estroversa e disinibita di “Coffee & Cigarettes”. Libera. Un foto-album profondamente ispirato, da condividere.

 

Kekko FORNARELLI, piano, fender Rhodes, synthesizer

Luca BULGARELLI, contrabbasso

Gianlivio LIBERTI, batteria

 

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