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LEONARD COHEN - Show Me The Place

Sabato, 10 Gennaio 2015 13:13
Portami altrove, 
portami dove non c'è nessuno che sappia di noi, 
fammi vedere come si muore 
senza nessuno che viva di noi
 
Liberi, 
ci sembrerà di essere più liberi 
se dalle nostre mani 
non cadranno più parole per noi due. 
 
E sarà più semplice, 
sorridere alla gente senza chiederle 
se sia per sempre o duri un solo istante, 
e poi, che ce ne importa a noi?
 
 
G. Sangiorgi, Basta così (2012)
 
 
[sel. E. Augusti]
Pubblicato in Parole

JAYESSLEE cov. PSY - Gangnam Style

Giovedì, 30 Maggio 2013 10:23

 

A proposito di cover, ecco come ti ripenso il tormentone del Gangnam Style. Tanta femminilità, eleganza e morbidezza fanno dimenticare anche le coreografie. Psy è seminato. Loro sono Janice and Sonia, in arte Jayesslee, e questo è il loro sito, da scoprire, http://www.jayesslee.com/

 

Pubblicato in Elezioni Sonore

MUMFORD & SONS - I Will Wait

Giovedì, 03 Ottobre 2013 08:36

 

Scatenati. I Mumford & Sons sono londinesi. Il loro è un folk appassionato e morbido, dai registri pop. Marcus Mumford (voce, chitarra e batteria), Winston Marshall (voce, chitarra resofonica e banjo), Ben Lovett (voce, organo e tastiera) e Ted Dwane (voce e contrabbasso). Il 21 settembre 2012 è uscito il loro secondo album, Babel, prodotto da Markus Dravs per la Glassnote. "I Will Wait" è l'estratto.
 
[ph. Rebecca Miller]
Pubblicato in Elezioni Sonore

DONATELLO PISANELLO Sospiri e battiti

Giovedì, 11 Aprile 2013 18:23

[E. Augusti] Ci sono strumenti che non hanno un timbro, ma una voce. Quando ne incontri uno e lo ascolti, dimentichi il confine tra strumento e strumentista. Quello che ti resta è il racconto, vivo e pulsante, di una storia. Sospiri e battiti è questa storia, la storia di un organetto, e della sua anima pneumatica. Donatello Pisanello, «l’inventore di suoni che reinventa l’organetto» (V. Santoro), ritrova in Sospiri e battiti (Fonosfere Records – Dodicilune Records 2012) una scrittura fortemente evocativa, fatta di tensioni e intenzioni affascinate dallo scambio naturale col contrabbasso di Angelo Urso, il tamburello di Lamberto Probo e la viola da gamba di Pierpaolo Caputo. «Non sentirete cose già sentite», preannuncia Vincenzo Santoro alla presentazione dell’album del 26 dicembre scorso al Palazzo Marchesale di Taviano (Lecce), e l’ascolto gli dà ragione. Sospiri e battiti è la metanarrazione di un viaggio al limite tra il fisico e l’onirico. Ciclicità insistenti, groove roventi e sonagli crepanti, così dai capogiri di una “Serenata senza effetto” alle apnee di “La scorza e il nocciolo”. Sono poliritmici i giochi di “Sospiri e battiti”, e preparano i miti tepori di “Quel giorno se verrà”. Perforanti le insistenze de “Il crimine dell’organetto”, intensi gli spettri cromatici di “Tramonto ionico”. “Valzerosa” scivola sulle distensioni scure e avvolgenti dei larghi fraseggi del contrabbasso, mentre lo stacco brioso dell’organetto imbastisce ogni trama. Apre e chiude nelle divagazioni modali e si infiltra, plastico, in un immaginario condiviso fatto di lanternini, sguardi ammiccanti e gonne bianche. Splendido. “L’ultimo treno vuoto” monta dalla terra. Magmatico il contrabbasso che riaffiora, cinge e costringe i flutti aerei dell’organetto. Chiudono le sospensioni mistiche dell’attesa, “Aspettando la luna”. «Ogni brano è dominato da un’emozione e da tutte le variazioni possibili di quell’emozione…continuo a sentirne la meraviglia» (G. Cecere). Arricchiscono il booklet i disegni, preziosi e coloratissimi, dello stesso Pisanello. Da scoprire.

Pubblicato in Album

Tutte le "Armi" di Grazian

Martedì, 18 Dicembre 2012 22:09

 

[M. Centonze] 14 dicembre 2012. In una sera invernale fredda come l’indifferenza, prestando attenzione a folate di vento poco amichevoli e districandosi nel traffico caotico degli acquisti natalizi, ci si imbatte in un incontro musicale insolito e originale. Siamo a Guagnano, in provincia di Lecce, e il Circolo ARCI-Rubik, sempre attento alla scena musicale emergente, nazionale e non, ospita Alessandro Grazian. Cantautore padovano, classe 1977.
A quasi quattro anni dall’uscita di Indossai (Trovarobato 2008), Grazian presenta il suo ultimo lavoro. Armi (Ghost Records 2012) è un album nuovo, l’approdo verso sonorità energizzate e vibranti dove i testi, profondamente ancorati alle linee cazzute e sfrontate delle chitarre, si fermano lì, a metà strada, quasi sospesi tra l’aorta e l’intenzione.
 
Favoriti da un’atmosfera intima e confidenziale in cui si respira a pieni polmoni l’aria della buona musica, ma anche galvanizzante e che riflette appieno la natura della performance, chiacchieriamo un po’, e Grazian ci racconta come ha voluto impostare “Armi tour”: live più elettrici, fuori i fiati e una batteria sintonizzata sui timbri forti, anche nel ripensamento del repertorio. Gli chiediamo come sta andando il tour e del suo disco, introspettivo e inevitabilmente arricchito dall'esperienza artistica a tutto tondo maturata negli ultimi anni. Sensazioni positive, e un riscontro del pubblico vero, meglio disposto e incuriosito dalla musica "alternativa". La gente avverte la crisi, certo, ma l'entusiasmo, per fortuna, resta.
 
Quando arriva “Armi” è un’esplosione, un grido. «Diamoci un’altra chance | puntiamo ad est | usciamo da questo cast perché | Perché di armi ne ho». Rivendicare se stessi, sempre, magari anche alzando la voce, se serve. Con Grazian, la sua formazione, Davide Ferrario ai synth e Alessio Russo alla batteria.
 
Quando tutto finisce, il vento si è placato, ma brilla intorno ed esulta ancora l’aria della buona musica.
 
[ph. L. Manca]
 
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DINO FUMARETTO/ELIA BILLONI - Risvegli

Venerdì, 05 Settembre 2014 11:41

Sono invecchiato di colpo è un teatro di pensieri sciolti firmati Dino Fumaretto, Disinvolto, immediato, pungente, con un'ironia sprezzante, a tratti noir, acuta e velatamente malinconica. La musica è un carnet di giri semplici e martellanti. Ostinata, leggera, giocata d'effetto ed elettrizzata sostiene il carattere impertinente dell'intero album. Divertente. La Dino Fumaretto Band è Elia Billoni al piano e alla voce, Nicola Cappelletti al basso e al violino, Samuele Bucelli alla batteria.La Famosa Etichetta Trovarobato (2012). Ascoltiamo "Risvegli". Come sei ora, come sei ora, come sei ora, sei com'eri prima | Ma com'eri prima, com'eri prima, com'eri prima l'ho capito ora.

 

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BAT FOR LASHES - Laura

Venerdì, 21 Giugno 2013 21:38

"Laura" è la traccia che ha fatto conoscere al grande pubblico Natasha Khan. Classe 1979, polistrumentista e cantautrice inglese, Natasha è Bat for Lashes. Il suo album, The Haunted Man, è uscito per la Parlophone nell'ottobre del 2012.

 

 

 

 

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JACK WHITE - Love Interruption

Martedì, 29 Gennaio 2013 13:49

Per chi non lo conosce Jack White, classe 1975, è una rivelazione. Cantante e chitarrista del duo The White Stripes vola da solista con questa “Love Interruption” estratta da Blunderbuss (Columbia Records 2012). 

 
I want love to roll me over slowly
Stick a knife inside me and twist it all around
I want love to, grab my fingers gently
Slam them in the door way, put my face into the ground
I want love to, murder my own mother and
Take her off to somewhere, like hell or up above
And I want love to, change my friends to enemies, change my friends to enemies
Show me how it’s all my faultNo I won’t let love disrupt, corrupt or interrupt me
I won’t let love disrupt, corrupt or interrupt me
Yeah I won’t let love disrupt, corrupt or interrupt me
Anymore
 
I want love to walk right up and bite me
Grab a hold of me and fight me, leave me dying on the ground
And I want love to, spit … opening, cover up my ears and never let me hear a sound
I want love to forget that you offended me,
Or how you had defended me when everybody taught me down
And I want love to, change my friends to enemies, change my friends to enemies
Show me how it’s all my fault
 
No I won’t let love disrupt, corrupt or interrupt me
I won’t let love disrupt, corrupt or interrupt me
Yeah I won’t let love disrupt, corrupt or interrupt me
Anymore.
 
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TRIACE - Pinguli Pinguli

Domenica, 17 Marzo 2013 10:32

[E. Augusti] È da diversi anni ormai che la musica popolare salentina ha trovato un suo posto in quella “corrente principale”, “di tendenza”, che è il cosiddetto mainstream. Ripensata, adattata, declinata, contaminata, spesso costretta a diventare altro da sé, spinta più o meno condivisibilmente, tra sforzi e polemiche, comunque con passione e orgoglio, attraverso canali insoliti in circuiti altrettanto insoliti per un prodotto così legato alla tradizione e alla terra, essa è diventata in poco tempo patrimonio condiviso. Filastrocche, nenie, cantilene sono ormai nelle orecchie e negli occhi di molti. E la magia del Salento si rinnova. Tra Incanti e Tradimenti è un bel progetto, nuovo, fresco, originale, a firma Triace. Le voci di Emanuela Gabrieli, Alessia Tondo, Carla Petrachi, il pianoforte e l’elettronica di Marco Rollo e, qui, le percussioni di Alessandro Monteduro. Giochi di stile e attenzione al dettaglio. Cura degli arrangiamenti, recupero filologico, ma anche sperimentazione e urti che osano e spingono oltre. Le suggestioni della tradizione, il fascino delle storie in bianco e nero, le spigolosità del dialetto salentino ammorbidite dalla voce delle donne. Il ricamo fitto di canoni e contrappunti, i timbri caratterizzati del trio e quell'elettronica d’ispirazione che alleggerisce l'impasto, sempre scandito dalla pulsazione della pizzica.  Questo è “Pinguli Pinguli”, estratto dall’album Incanti e Tradimenti, «consapevoli, benevoli e produttivi “tradimenti” degli “incanti” della tradizione compiuti dai sui autori», una dichiarazione d'amore maturo (S’ard Music 2012).

 
 
Pinguli, pinguli, Giuvacchinu
sciamu ‘lla chiazza
ccattamu buttuni,
nc'ete na vecchia te tre culuri,
unu a me, unu a te,
l'addhru alla fija te lu Rre.
la fija te lu Rre pittule sta facia
ieu ne dissi dammene una
me rispuse pijane tre,
ieu calai e ne pijai quattru
quiddhra me tese nu bellu piattu:
e ne desi una allu cane
cu me sona le campane,
e ne desi una alla muscia
cu mme lliscia e cu mme lluscia
e ne desi una allu caddhru
cu me porta ncaddhru, ncaddhru
me purtau rretu lla porta
e nc'era na beddhra pecura morta
 
(Pingoli, pingoli, Gioacchino,
andiamo al mercato a comprare bottoni,
c'era una vecchia di tre colori,
uno a me, uno a te, l'altro alla figlia del Re.
La figlia del Re stava facendo le pittule
io le dissi dammene una, lei mi disse prendine tre,
con la mano ne presi quattro,
allora lei me ne diede un bel piatto:
e ne diedi una al cane per farmi suonare le campane,
e ne diedi una alla gatta per accarezzarmi,
e ne diedi una al gallo [o cavalloper portarmi piano piano [o in groppa]
mi portò dietro la porta
dove c'era una bella pecora morta)
 - trad. di P. De Nuzzo - 
 
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PLASMA - Il Conte Garrolo

Domenica, 23 Giugno 2013 17:04

 

«Si narra che il Conte Garrolo, nobiluomo di provincia, durante una nottata in cui soffiava un urlante e fastidioso Scirocco, tirò fuori dal suo cilindro quattro musicanti per rallegrargli la serata. Essendo avvezzo ai segreti dell’alchimia, li plasmò con vino e molliche di pane…La strana banda, quella notte, produsse uno spettacolo che deliziò le orecchie e il cuore dell’illustrissimo Conte e di tutto il villaggio. Le urla dello scirocco vennero tradotte in canzoni da cantare, in ritmi da ballare e in melodie da fischiettare». Plasmati dal Conte Garrolo, «semplicemente e onestamente», non potevano che chiamarsi Plasma. Loro sono Giuseppe “Lignu” Laganà (voce e chitarre), Andrea “Ganja Mama” Tiddi (percussioni e cori), Daniele “Santino” De Santis (batteria e cori) e Luigi “Fiocia” Giordano (basso e cori), i Plasma, appunto. Il loro album punta a sud-est, con nove storie fantasiose, fatte di terra, sole, acqua e vento. Un lavoro fisico, ironico e appassionato. “Il Conte Garrolo” è l'estratto. Scirock (2012)

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